Per educare i possessori di animali potenzialmente pericolosi il Comune di Milano ha introdotto l’obbligo di un patentino, che prevede un corso e un test finale.
di Edgar Meyer*

“Cani killer”. “Belve feroci”. “Animali assassini”. Periodicamente si sentono queste definizioni del pitbull o di altre razze di cane simili: sembra che si appostino negli angoli bui nella notte per attaccare senza motivo e azzannare.
La verità è diversa. Nei bollettini dei pronto soccorso milanesi sono per lo più segnalate ferite da morso di cani di piccola o media taglia. I morsi di pitbull, cani corso e rottweiler tuttavia, per via di una diversa presa mascellare, non sono uguali a quelli di un barboncino. I terrier del tipo “bull” sono stati selezionati dall’uomo – stupidamente – per il combattimento e la caccia. Dai molossoidi hanno acquisito una notevole presa mascellare e un coraggio non comune, dai terrier hanno ereditato l’aggressività e l’istinto predatorio. Cani assassini, allora? È un “no” secco. Semmai umani incapaci.
Scelti sull’onda della moda
E qui sta il nodo. «Si prendono cani importanti per moda, per bellezza, perché sono protagonisti di uscite cinematografiche. È una forma mentis sbagliata», spiega l’educatrice cinofila Michela Tapparello, titolare del centro milanese Lingua canina. «Chi si avvicina a un cane con attitudini importanti deve sapere con quale tipo di animale ha a che fare. Non si possono acquistare superficialmente un cane lupo cecoslovacco o un pitbull: devi sapere che hanno bisogno di corretta educazione e di autorevolezza equilibrata». Il problema parte sempre “dal guinzaglio in su”.

Gestione attenta e responsabile
La scarsa conoscenza dei comportamenti animali e della maniera di avere a che fare con loro è la causa di alcune delle ultime tristi vicende. «C’è la necessità di una gestione attenta e responsabile degli animali domestici, specialmente in presenza di bambini o persone vulnerabili», sostengono i veterinari di Fnovi – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani. «I cani esprimono il loro stato emotivo attraverso il linguaggio del corpo, e solitamente episodi spiacevoli sono preceduti da segnali chiari. Per questo è importante conoscere a fondo il proprio cane e il suo modo di comunicare».
Patentino per i proprietari di alcune razze
Il Comune di Milano (come altri Comuni dell’hinterland, da Peschiera Borromeo a Melegnano) prevede l’obbligo del patentino per i proprietari di cani appartenenti ad alcune razze: american Bulldog, pastore maremmano/abruzzese, dogo argentino, fila brazileiro, pitbull, rottweiler, american Staffordshire terrier, bull terrier, cane corso, cane lupo cecoslovacco e incroci derivanti da queste razze. Al termine del percorso è previsto un test finale di verifica dell’apprendimento, superato il quale si riceve il patentino. Obiettivo: formare e responsabilizzare chi decide di accogliere un cane nella propria casa, anche indipendentemente dalla razza.

Vittime due volte: malgestiti prima, abbandonati dopo
«Non è accettabile che cani decisamente impegnativi siano gestiti da proprietari o detentori non abbastanza preparati», conclude Tapparello. Animali “vittime” di riferimenti umani incapaci: canili e rifugi si stanno riempiendo di pitbull e rottweiler abbandonati dai padroni, pentiti per aver scelto, sull’onda della moda, un cane che si è rivelato un impegno e non un oggetto da esibire. Vittime due volte: malgestiti prima, abbandonati dopo.


*Edgar Meyer, Presidente di Gaia Animali & Ambiente OdV, è consulente di enti pubblici e autore di pubblicazioni, libri e saggi.