Un Matteotti da leggere togliendosi il cappello

Matteotti e l'immagine del ritrovamento del cadavere.

“Giù il cappello, signori della borghesia”. Così inizia un articolo di Giacomo Matteotti (Fratta Polesine, 22 maggio 1885 – Roma. 20 giugno 1924) pubblicato su La lotta, giornale socialista di Rovigo, il 7 gennaio 1922, in ricordo dei martiri antifascisti del Polesine. L’incipit è anche il titolo dell’ultimo libro pubblicato l’anno scorso sul segretario del Partito Socialista Unitario assassinato il 10 giugno 1924 per mano di alcuni fascisti, ma si deve dire “del fascismo”, dopo la spudorata assunzione della “responsabilità politica, morale, e storica” da parte di Benito Mussolini, nel celebre discorso in Parlamento del 3 gennaio 1925.

Matteotti e l'immagine del ritrovamento del cadavere.
Il volto di Matteotti e la fotografia del ritrovamento il 16 agosto del ’24, due mesi dopo il rapimento, del cadavere del parlamentare nella Macchia della Quartarella, nel comune di Riano, a 25 km da Roma.

Il contenuto del libro

I discorsi e gli scritti che raccoglie questo piccolo, agile tascabile mandato in libreria da Cremonabooks, non sono però quelli del duce. Al contrario portano la firma del suo più fiero e temibile avversario. Così temibile da dover essere per forza eliminato. La bella prefazione di Gian Carlo Corada (politico di lungo corso, ex sindaco di Cremona, poi presidente della Provincia) assegna a Matteotti il ruolo di “padre della sinistra italiana”, insieme ad Antonio Gramsci e Piero Gobetti (per quanto forse ne manchino altri, all’elenco). Ci avverte che non è solo stato il martire antifascista per antonomasia, ma un vero leader, un intellettuale con una visione e un progetto. Ed ecco appunto, a dimostrarlo, una serie di appelli, riflessioni e testimonianze tratte da pubblicazioni dell’epoca, come La Lotta e Critica Sociale, o riportate fedelmente dai resoconti stenografici degli atti parlamentari.

Denunce e appelli

Con un crescendo “in diretta”, si leggono denunce di violenze e richiami alla mobilitazione e alla resistenza, fino all’ultimo definitivo intervento alla Camera dei deputati, il 30 maggio 1924: un elenco puntigliosamente documentato dell’infinità di brogli, intimidazioni, sanguinose reprimende messe a segno dai fascisti della prima ora per condizionare il voto in occasione delle elezioni del 6 aprile 1924, ovvero con Mussolini già al governo. Elezioni per cui Matteotti chiede a gran voce “l’annullamento in blocco”, rivendicando indagini e commissioni di inchiesta per accertare l’accaduto. Di fronte al rischio che quel “grillo parlante” prima o poi facesse emergere una verità insopportabile per il regime, il fascismo reagì con la ferocia del rapimento e poi dell’assassinio.

Il libro degli scritti e discorsi di Matteotti

Giù il cappello signori della borghesia
Scritti e discorsi di Giacomo Matteotti
Introduzione di Gian Carlo Corada
Cremonabooks, 111 pagine, 16 Euro

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