Cittadini e municipi si interrogano sul destino dei mercati comunali

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Sogemi, l’azienda che gestisce l’Ortomercato, prevede di ristrutturarli secondo gli esempi delle grandi capitali europee, ma occorre vigilare sulle tariffe per gli esercenti. E non solo

Mercato comunale coperto di Gratosoglio
Mercato comunale coperto di Gratosoglio.

Che ne sarà dei mercati comunali coperti? È la domanda che in questi giorni si pongono i consiglieri comunali, i municipi, i commercianti e i milanesi dopo che il Comune di Milano ha ceduto per 20,2 milioni di euro a Sogemi – l’azienda partecipata al 100 per cento dal Comune che gestisce i mercati all’ingrosso, dove si vendono carne, pesce, fiori, frutta e verdura – 15 delle sue storiche strutture. Tra queste nel Municipio 6 ci sono i mercati comunali di Lorenteggio e Giambellino (chiuso), nel Municipio 5 quelli di Gratosoglio e Montegani e nel 4 di piazza Ferrara (chiuso) e Morsenchio. Secondo le prime stime di intervento presentate da Sogemi, i mercati Lorenteggio, Giambellino e Montegani saranno interessati da una ristrutturazione da 850 euro al metro quadro, quello di Gratosoglio da 1.200 euro al metro quadro, mentre i mercati del Municipio 4 da interventi molto più leggeri, per un costo di 50mila euro, tutto compreso.

Mercato comunale di piazza Ferrara
Mercato comunale di piazza Ferrara.

ll progetto di Sogemi

Il modello che Sogemi ha portato come esempio di ciò che intende fare è il mercato di via Rombon, ceduto dal Comune nel 2021, i cui lavori dovrebbero terminare, dopo diversi ritardi, questa estate. L’idea è replicare i mercati delle grandi capitali, come Parigi e Barcellona, dove si fa la spesa, si mangia, si organizzano eventi. Foody mercato di quartiere Rombon, sarà questo il nome, conterrà quindici stalli per negozi, quattro per somministrazione con dehors e nove spazi a rotazione, nel centro del mercato. Sui costi delle concessioni a carico negozianti, per il momento Sogemi non si sbilancia, però secondo quanto annunciato l’anno scorso per il Foody di via Rombon, dovrebbero oscillare tra i 130 e i 600 euro annui al metro quadro.

Ciò che preoccupa amministratori locali e piccoli commercianti è l’intenzione di Sogemi di portare i grossisti dell’ortomercato nei mercati comunali, offrendo loro sia la possibilità di vendere all’ingrosso che al dettaglio. Un progetto condivisibile da un punto di vista economico, ma che rischia da tagliare fuori i piccoli commercianti.

Consigliera Tosoni: «Tutelare la funzione sociale dei mercati»

«Con la mozione che ho presentato e che è stata approvata in Consiglio comunale – ha spiegato Natascia Tosoni, consigliera comunale e vicepresidente delle commissioni Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro e Rigenerazione urbana – chiediamo a Sogemi di valorizzare il commercio al dettaglio e di tutelare gli attuali esercenti, anche sulle tariffe, in da modo da mantenere concorrenziali i prezzi al pubblico. Allo stesso tempo di favorire la funzione sociale dei mercati comunali, che non può essere confinata alle attività di somministrazione, per quanto importanti. Il mercato deve diventare un luogo di aggregazione e un volano di rigenerazione dei quartieri».

La consigliera Natascia Tosoni.
La consigliera Natascia Tosoni, di fronte al mercato comunale di Gratosoglio.

I mercati comunali coperti –  storiche presenze in città, alcuni risalenti a inizio Novecento – hanno ricoperto un ruolo importante in città e nei quartieri, divenendo un punto di riferimento e di aggregazione per cittadini e commercianti, fino almeno agli anni Ottanta. Poi il proliferare di supermercati, la crisi generale del commercio al dettaglio, uniti alla progressiva decadenza delle strutture, ne hanno segnato il declino.

«Ogni mercato abbia un proprio progetto»

Il Comune negli anni scorsi ha provato a intervenire, lo ha fatto con alterni risultati sui mercati della Darsena, Lorenteggio, Suffragio, Wagner, Morsenchio e Isola. In quest’ultimo l’anno scorso la Guardia di Finanza aveva chiuso alcuni negozi per infiltrazioni mafiose. A inizio marzo di quest’anno, il tribunale ha condannato nove esponenti di ‘ndrangheta e riconosciuto a Palazzo Marino, parte civile, un risarcimento di 2 milioni di euro di danni patrimoniali e di immagine.
«Il modello dei mercati non può essere uguale per tutti, perché molto diversi sono i contesti in cui sono inseriti – ha proseguito la consigliera Tosoni -. Per questo ogni intervento e progetto di rilancio, oltre a prestare grande attenzione a che non si verifichino più situazioni come quelle del mercato di piazzale Lagosta, all’Isola, deve essere studiato con i municipi e il territorio, in modo da intercettare al meglio le esigenze dei cittadini».

Negozi chiusi al mercato comunale di Gratosoglio.
Negozi chiusi al mercato comunale di Gratosoglio.

I prossimi passi

Nelle prossime settimane Sogemi procederà con l’aumento di capitale e a seguire con i rogiti, poi inizierà la progettazione. Molto difficile che Sogemi abbia le risorse e la forza per partire contemporaneamente con gli interventi su tutti i mercati, anche in ragione della complicata gestione dei negozianti attualmente presenti, che dovranno necessariamente spostarsi o chiudere per periodi più o meno lunghi. Più semplice iniziare nei mercati da tempo poco occupati o già chiusi. Nel sud Milano le strutture commerciali con queste caratteristiche sono in via Giambellino, in piazza Ferrara e a Gratosoglio, dove sopravvivono solo tre storici negozianti. Due di questi, interrogati sul futuro con Sogemi, non hanno esitato a dire: «Oggi paghiamo 200 euro al mese, cosa pagheremo in futuro? A noi mancano tre anni per la pensione, se ci aiutano con i contributi ce ne andiamo».

Adele Stucchi

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